L’età biologica riflette la salute delle cellule e dei tessuti di una persona e può essere influenzata da malattie, cambiamenti dello stile di vita, esposizioni ambientali, alimentazione ed altro ancora.

Se da una parte è ormai assodato come l’insieme di tutti i fattori di stress a lungo andare accelerino il processo di invecchiamento, dall’altra emerge come la riduzione del proprio livello quotidiano di stress aiuti a combattere l’invecchiamento biologico.

In un articolo sulla rivista Cell Metabolism, i ricercatori hanno affermato:

I nostri dati hanno rivelato la natura dinamica dell’età biologica: lo stress può innescare un rapido aumento del processo di invecchiamento, che può però essere invertito. Questa nozione suggerisce immediatamente che la mortalità può essere ridotta riducendo l’età biologica e che la capacità di riprendersi dallo stress può essere un fattore determinante per la longevità

È POSSIBILE MISURARE LO STRESS? 

Mentre l’individuazione del livello di stress percepito è una pratica consolidata ed efficace, da un punto di vista strettamente fisiologico è molto difficile poter realmente avere una misura oggettiva  dello stress a livello individuale. 

Un indicatore diretto e preciso potrebbe essere il livello di cortisolo che l’organismo produce in risposta allo stress, ma il suo dosaggio nel sangue riflette solo una situazione istantanea a differenza di quanto invece potremmo ricavare da un suo dosaggio nel bulbo capillifero che ne dà una valutazione stratificata nel tempo ma che attualmente purtroppo è solo in fase sperimentale. 

Di facile e rapida esecuzione è invece la valutazione delle risposte del Sistema Nervoso Autonomo allo stress.

Per questo abbiamo allestito un percorso che parte da un’autovalutazione dello stress percepito attraverso la compilazione online (libera e gratuita) del questionario PSS (Perceived Stress Scale). 

Nel caso in cui il risultato fosse suggestivo di un sovraccarico di stress è consigliabile procedere con l’ analisi della riposta del Sistema Nervoso Autonomo attraverso la valutazione dell’ HRV (variabiltà della frequenza cardiaca) e ad una visita specialistica in cui valutare l’eventuale presenza di ansia, depressione ed insonnia mediante colloquio e altri specifici test.