La caloric restriction consiste in una drastica riduzione dell’apporto calorico, ma senza incorrere nella malnutrizione o nella carenza di nutrienti essenziali.

La dieta mediterranea, di cui vi ho parlato nei miei due articoli precedenti, determina alcuni dei suoi effetti positivi soprattutto quando viene associata alla restrizione calorica (“caloric restriction”).

In molti studi questo approccio si è rivelato in grado di aumentare la longevità e ridurre il rischio di malattie età-correlate negli animali. I primi studi sugli essere umani stanno confermando questi risultati anche nell’uomo.

Molti ricercatori ritengono che la pratica della caloric restriction potrà aumentare la durata della vita umana sana, soprattutto se accostata all’esercizio fisico, così da poterla concretamente aumentare di almeno 5-10 anni, rispetto agli standard attuali.

Se si prendono in considerazione i LARN, cioè i livelli raccomandati di assunzione dei vari nutrienti, e quindi la quantità di calorie da assumere in rapporto a sesso ed età, si dovrebbe effettuare un taglio indicativamente nell’ordine del 25-30 per cento per seguire un regime di restrizione calorica.

Si è visto che la CR è in grado di:

  • Migliorare la sensibilità verso l’insulina, ormone coinvolto nell’intolleranza al glucosio (come nel diabete);
  • Ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi e migliorare il livello del colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono);
  • Migliorare l’attività delle telomerasi, enzimi che proteggono il nostro DNA dall’invecchiamento;
  • Contrastare l’abbassamento dei livelli di DHEA, un ormone che diminuisce con l’invecchiamento, aumentando il rischio di alcune patologie; in questo modo la caloric restriction contrasta l’endocrino-senescenza;
  • Abbassare l’infiammazione, combattere lo stress ossidativo e contrastare l’immuno-senescenza;
  • Contrastare le malattie neuro-degenerative e la loro progressione;
  • Ridurre i danni a livello del DNA e migliorare l’espressione genica, favorendo l’attivazione di geni “benefici” e il silenziamento di geni sfavorevoli. Questi cambiamenti nell’espressione dei geni sono i principali responsabili delle conseguenze positive sulla salute e sull’aspettativa di vita ad essa correlabili. Ad esempio aumenta l’espressione di geni associati ai meccanismi DNA-repair e di geni che stabilizzano il DNA (come Sirt-1);
  • Stimolare l’autofagia, un processo che permette di eliminare sostanze che si accumulano dentro alla cellula con l’età provocando numerosi danni. La CR induce autofagia  contribuendo a migliorare l’idoneità e funzionalità metabolica della cellula;
  • Si mostra capace di riprogrammazione cellule staminali e nel prolungarne la capacità di auto-rinnovarsi, proliferare, differenziarsi, e sostituire le cellule in diversi tessuti adulti;
  • Avere un effetto inibitorio su un messaggero cellulare, mTOR; questo può contribuire ad estendere la durata della vita e a ritardare l’invecchiamento, attraverso interferenze attive nella regolazione mTORC1; l’attivazione prolungata di mTORC1 può infatti portare alla progressione delle malattia età correlate.

Sono tuttavia necessari ancora ulteriori studi per comprendere appieno le interazioni tra la CR, la composizione della dieta, l’esercizio fisico ed il concorso degli altri fattori ambientali e psicologici sui percorsi metabolici e molecolari che regolano la salute e la longevità.

È bene sottolineare che questo regime non è da intendersi come digiuno assoluto e va seguito in maniera sicura, su indicazione di professionisti, in relazione al particolare paziente.

Se volete saperne di più sull’argomento, potete consultare il mio trattato scientifico “La medicina dell’aging e dell’antiaging“.