Invecchiare è qualcosa che prima o poi dovremo fare tutti, ma non è detto che tutti lo faremo allo stesso modo!

Vi sarà sicuramente capitato di incontrare qualcuno e, dopo averne scoperta l’età, pensare: “Caspita, sembra molto più grande” o al contrario “Ah però, li porta davvero bene!”.

L’invecchiamento è un processo fisiologico delicato e influenzato da molti fattori, alcuni esterni come lo stile di vita e l’alimentazione, altri interni come i processi infiammatori.

I fattori interni agiscono attaccando le cellule del nostro organismo e determinandone il deterioramento. Sono capaci di danneggiare i lipidi, in particolare quelli delle membrane cellulari, le proteine e i carboidrati.

Uno di questi fattori, come accennato, è l’infiammazione, vero e proprio biomarker dell’invecchiamento. Il rapporto tra infiammazione e invecchiamento è talmente stretto che è stato coniato il termine inflammaging (“inflammation” + “aging”), per indicare l’infiammazione cronica che fa invecchiare l’organismo più velocemente.

L’infiammazione è un meccanismo di difesa fisiologico del nostro organismo, attuato nei confronti di agenti patogeni esterni o di eventi traumatici. Una volta fatto fronte al pericolo, l’infiammazione dovrebbe passare rapidamente senza lasciare traccia. Se questo non avviene, il nostro corpo permane in uno stato di infiammazione cronica costante, che può danneggiare cellule e tessuti.

L’infiammazione favorisce l’invecchiamento precoce dell’organismo attraverso tre meccanismi principali:

  • Stimolo della glicazione: causa l’alterazione delle proteine che costituiscono collagene ed elastina, le quali sono contenute nel tessuto connettivo e rendono la pelle elastica e tonica;
  • Aumento dello stress ossidativo: una condizione che espone le nostre cellule all’attacco di agenti ossidanti;
  • Produzione di citochine: piccole proteine con la funzione di messaggero; ognuna di loro contiene dei comandi specifici per le cellule, contribuendo al propagarsi dell’infiammazione stessa.

Come si può controllare il cronicizzarsi dei processi infiammatori? Le “armi” di cui bisogna munirsi nella lotta all’inflammaging sono principalmente tre:

  • Il raggiungimento del giusto equilibrio tra Omega3 e Omega6;
  • L’utilizzo di nutraceutici antiossidanti;
  • Il rafforzamento di alcune abitudini salutari.

Omega3 e Omega6

In natura esistono due tipi di grassi polinsaturi: gli Omega6 e gli Omega3 (e.g. EPA e DHA). I primi sono maggiormente presenti negli oli vegetali, mentre i secondi abbondano nel pesce.

Entrambi sono definiti “essenziali” perché il nostro corpo non riesce a sintetizzarli , per cui è necessario assumerli o attraverso l’alimentazione o attraverso integratori specifici.

Mentre gli Omega3 sono dotati di una spiccata azione antinfiammatoria, gli Omega6 non lo sono. Per questo motivo, la proporzione ideale dei due acidi grassi dovrebbe essere compresa tra 4:1 e 2:1 in favore degli Omega3, mentre è frequente che il rapporto penda drasticamente in favore degli Omega6.

Un ottimo integratore di Omega3 è l’olio di Krill, il quale contiene EPA e DHA in forma fosfolipidica (altamente assimilabili, per cui più efficaci), Colina (un altro nutriente essenziale) e Astaxantina (un carotenoide). Questi principi attivi sono utili sia per tenere sotto controllo la trigliceridemia, sia per contrastare le infiammazioni, prevenire l’invecchiamento e la degenerazione cellulare.

Una dieta bilanciata nel consumo di Omega3, e un’integrazione diretta di EPA e DHA, sono quindi in grado di calmare l’infiammazione e contrastare l’invecchiamento, non solo cutaneo, ma anche cardiovascolare e cerebrale. Un loro consumo adeguato, infatti, favorisce la produzione di agenti antiossidanti, capaci di contrastare efficacemente lo stress ossidativo e di proteggere così le nostre cellule. In particolare, la potente azione antinfiammatoria degli Omega3 si esplica principalmente aumentando la biosintesi di resolvine, molecole capaci di spegnere i processi infiammatori e di innescare attività riparative.

Nutraceutici

Un ruolo importante nel contrastare i processi infiammatori lo giocano anche i nutraceutici, i quali costituiscono sia una forma di prevenzione sia di trattamento dell’infiammazione.

Tra i nutraceutici più comuni e utili nella lotta all’invecchiamento troviamo diverse sostanze antiossidanti, come la curcumina, l’EGCG (“EpiGalloCatechina-3-Gallato”) e la bromelina (un derivato dell’ananas che aiuta a contrastare i processi infiammatori).

Abitudini salutari

Altri alleati nella lotta all’inflammaging sono l’attività fisica regolare, la riduzione di fonti esterne di stress e l’eliminazione del fumo.

Secondo studi recenti, il fumo modifica le nostre risposte immunitarie, aumentando e sostenendo i processi infiammatori.

Sport e stress, invece, sono strettamente correlati tra loro: praticare con costanza l’uno renderà più facile liberarsi dell’altro, riducendo i processi infiammatori!