Alcuni geni condizionano la risposta alla dieta in relazione alla distribuzione oraria dei pasti nella giornata, nonché alle scelte nutrizionali quotidiane!

Alcuni geni e le loro variazioni possono influenzare i bioritmi del vostro organismo, rendendovi più adatti a una crono-dieta. Questi geni sono chiamati geni orologio, in quanto la loro attivazione influenza e controlla la successiva espressione di altri geni con una ritmicità basata sulle ventiquattro ore.

Le loro variazioni rivestono un’importanza notevole, dato che influenzano la risposta ormonale e metabolica dell’organismo. In parole povere, dietro a un metabolismo poco reattivo può esserci in realtà un’alterazione della vostra risposta ai fisiologici bioritmi che regolano l’organismo.

La crono-dieta si basa su come i processi metabolici possono variare in funzione dell’orario della vostra alimentazione. Di fatto, consiste in uno stile nutrizionale volto a recuperare l’armonia con i vostri bioritmi.

Il bioritmo consiste nel fatto che la sintesi dei vostri ormoni e di molteplici sostanze biologiche sia diversa a seconda del momento della giornata. Esistono ormoni diurni e altri notturni, i primi con concentrazioni maggiori durante la giornata e i secondi durante la notte. Ad esempio l’ormone della crescita, che ha un picco di produzione nelle prime ore della notte, si differenzia dal cortisolo che lo presenta nelle prime ore del mattino.

La maggior parte degli ormoni, quindi, è soggetta a uno specifico bioritmo, definito ritmo circadiano, e presenta valori plasmatici fisiologici variabili nell’arco della giornata. Si tratta di meccanismi fondamentali per il funzionamento e per la salute dell’organismo, tanto da valere il premio Nobel per la medicina a Hall, Rosbash e Young, che hanno studiato approfonditamente i ritmi circadiani, nel 2017.

La sequenza degli alimenti, pertanto, condiziona il profilo metabolico e ormonale del dopo pasto. Inoltre, se perdete il ritmo circadiano di biosintesi di svariate sostanze ormonali e metaboliche, risulta più facile l’alterazione delle modalità del vostro ritmo nutrizionale. In questo modo, si incorre nel rischio di diventare, ad esempio, iperfagici (eccessivamente affamati) e bulimici. Si manifesta così una maggiore facilità ad aumentare di peso e a non rispondere in modo ottimale alla dieta che si sta seguendo.

Nel vostro organismo esistono due modalità prevalenti di regolazione dei bioritmi correlati all’alimentazione: un sistema regolatore centrale (localizzato nel cervello) e alcuni centri periferici (siti in altri organi, in particolare del tratto gastro-enterico). Il sistema regolatore centrale è coinvolto nella regolazione dell’appetito, nelle pulsioni alimentari, nel raggiungimento del senso di sazietà e/o di fame e nelle modalità di estrinsecazione del comportamento alimentare. I centri periferici, invece, sono coinvolti nel controllo del metabolismo.

Alterazioni dei geni orologio, o di geni regolatori di altri processi metabolici, così come altri fattori naturali (alterazioni del ritmo sonno-veglia) possono desincronizzare le vie di comunicazione tra il cervello e i centri regolatori periferici. In questo modo si causa specie di “tilt”, che, se protratto nel tempo, finirebbe con l’aumentare il rischio di assistere al fallimento dei vostri sacrifici dietetici.

I geni in gioco? Si nascondono dietro a sigle difficili, e i più importanti sono: PLIN (“Perlipin”), PER (“Period Circadian Clock”), BMAL1 (“Brain and Muscle ARNT-Like 1”), CLOCK (“Circadian Locomotor Output Cycles Kaput”). Non è importante analizzarli in dettaglio, ma è importante sapere che esistono, che tanti aspetti che un tempo venivano superficialmente definiti “fantascienza” oggi sono scienza.

Importanza del life-style

Altrettanto essenziale è comprendere come non sia solo questione di geni, ma anche di abitudini di vita. È ormai assodato come la vita moderna non riesca più ad adeguarsi ai naturali ritmi dell’organismo umano, ma imponga uno stile di vita sempre più frenetico.

Come disse A. Huxley all’inizio del ‘900: “Noi moderni non abbiamo inventato nessun nuovo peccato capitale oltre ai sette peccati capitali dei tempi antichi, se non la fretta”.

Alzarsi con fretta, non fare colazione e poi ritornare a casa alla sera, affamati e stressati, per introdurre un eccessivo carico alimentare a cena e spesso nel dopo cena. Questa è cronaca giornaliera per milioni di persone. Il risultato? È di fronte agli occhi di tutti: aumento di peso corporeo, di dismetabolismi (aumento dei casi di diabete nella popolazione) e di malattie. Per chi volesse approfondire, questo argomento è stato trattato più approfonditamente nell’articolo “Trucchi e psicotrucchi“.

Questo contrasto tra natura e cultura genera patologie come l’ipercolesterolemia, l’obesità e il diabete, oltre ad incidere negativamente sulla salute intestinale e sulla qualità del sonno. Non solo: complica il percorso di dimagrimento, ancor più se con un genotipo sfavorevole di partenza. Da questo punto di vista il test del DNA dovrebbe essere anche di supporto motivazionale, portando a capire cosa c’è dietro le quinte di tanti fallimenti dietoterapici, per trarne strategie finalmente efficaci.

Cosa può rendervi necessaria una crono-dieta? In breve: variazioni dei geni orologio, irregolarità del ritmo sonno-veglia (a volte influenzato anche dai livelli di vitamina D), variazioni della temperatura ambientale, l’assunzione di cibo in orari non usuali (ad esempio gli spuntini notturni o appena prima di dormire), così come saltare la colazione. Tutti questi fattori, e se ne sono citati solo i più tipici, portano ad alterazioni del vostro metabolismo.

Per scoprire come applicare praticamente la crono-dieta, non perdetevi il prossimo articolo!