Sovrappeso e Obesità: La soluzione è la dieta comportamentale

Dieta Personalizzata: non una privazione ma un regalo

Essere dietologo non significa avere studiato dei modelli nutrizionali, delle regole alimentari e applicarli schematicamente a un oggetto passivo da aggiustare. Ho sperimentato che è decisivo uno sguardo a 360° sul paziente. Siamo di fronte non a pazienti, ma a Persone con la P maiuscola.

Non ha senso calare di peso oggi, per poi da qui a sei mesi essere al punto di partenza. Molti dimagriscono e dopo poco tempo siamo o punto e a capo, o amaramenti repressi nei nostri desideri.

Guardiamo le cause, non solo i sintomi

È la dieta comportamentale. Occorre capire cosa si cela dietro il disturbo del comportamento alimentare, dietro alla propria “fame nervosa”, tamponando i danni immediati, ma imponendosi di agire in un’ottica di una soluzione duratura. L’importante non è perdere peso ma conservare i chili persi.

Imparare ad autogestire il proprio comportamento alimentare permetterà di vivere meglio. recuperando sempre più anche un autocontrollo nutrizionale. Coinvolgersi con la persona e coinvolgerla: è questo il metodo per tessere l’abito migliore – l’integrale salute fisica e psicologica.

Lo scopo è arrivare vivere dieta non più sentita come privazione alimentare, bensì come passaggio indispensabile per fruire poi di una vita migliore, come un “regalo” che la persona fa’ a se stessa all’interno di un “progetto” di cambiamento.

La genomica è un’alleata strategica per perdere peso. Il test del DNA è un test scientifico volto ad identificare in relazione al DNA di ciascuno di noi, cosa sarebbe meglio mangiare ai fini di un’alimentazione personalizzata efficace.

Passeremo così da un Modello Statico a un Modello Energetico dove il corpo è vissuto come elemento dinamico e il cibo come combustibile di un corpo in movimento.

Il miglior farmaco abbinato a una dietoterapia è dato dalla volontà del paziente. Non la volontà ad attenersi a diete più o meno rigide. Ma volontà di mettersi in gioco. Dire quindi stop alla “prigione degli assoluti” (non farò più questo, non mangerò più dolci, salterò i pasti, etc.) e recuperare una mentalità positiva e un desiderio che diventi motore concreto del benessere.

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